TIMELINE, LE NOTIZIE DANNO I NUMERI: SETTIMANA 9 -13 NOVEMBRE 2020

Le Fiere sposano il digitale per superare crisi. Interruzione attività ha già provocato calo fatturato per 70%. [Vai alla notizia]

Ai tempi della pandemia le fiere di settore puntano sul digitale, in modo da limitare le perdite del 2020. Dopo la brusca interruzione durante il lockdown, il settore non si naturalmente ripreso, anche perchè, a parte i problemi legati all’assembramento, bisogna tenere conto di altri aspetti: per esempio, gli spostamenti tra le Nazioni sono fortemente limitati e sconsigliati.

Prima del Covid-19, il comparto generava 60 miliardi di euro all’anno ed era responsabile di circa la metà delle esportazioni totali delle aziende. Le fiere richiamano circa 200 mila espositori annuali e 20 milioni di visite. A partire da febbraio, 180 manifestazioni sono state rimandate o annullate. L’interruzione delle attività ha provocato un calo del fatturato pari al 70% con conseguenze anche per l’export.

 

Inerzia PA aggrava crisi imprese edili: 33% ha difficoltà ad interagire con sportelli virtuali. [Vai alla notizia]

Nel corso della ripresa delle attività dopo la pesante sospensione di primavera si sono manifestate difficoltà di relazione tra le imprese che operano nell’edilizia e gli uffici della Pubblica amministrazione, criticità che potrebbero acuirsi nel light lockdown autunnale, complici il distanziamento sociale, i limiti agli orari di apertura al pubblico e lo smart working, reso meno efficace dalla scarsa digitalizzazione e da carenze nella riorganizzazione dei flussi informativi.

Secondo una rilevazione su oltre 3 mila micro e piccole imprese (MPI) realizzata in collaborazione con Osservatorio MPI di Confartigianato Lombardia, il 33,1% delle imprese delle costruzioni che hanno provato ad accedere agli uffici della Pubblica amministrazione nel corso della crisi, ha segnalato un grado di complessità non sostenibile per l’accesso agli sportelli degli enti pubblici, a cui si somma un ulteriore 35,4% di imprese che ha rilevato una elevata complessità.

 

Decreto Ristori-Bis: indennizzi a 130 categorie: entrano lavanderie e taxi. [Vai alla notizia]

Il decreto Ristori-bis contiene misure per poco più di 2,8 miliardi, raccolti fra le risorse degli interventi precedenti non impiegate. Sono previste coperture per 2.568,8 miliardi. Ma altri 300 milioni circa sono prodotti dalle rimodulazioni presenti negli altri articoli. Il complesso di questi sostegni, rientrerà nei calcoli sui limiti agli aiuti di Stato fissati dal Temporary Framework comunitario.

Il decreto pesca 1,2 miliardi dal fondo sblocca-debiti della pubblica amministrazione, altri 830 milioni arrivano dalle risorse non spese per la Cassa integrazione modello Covid, 200 milioni dal fondo per le «esigenze indifferibili», 160 vengono dalle risorse del bonus per gli stagionali del turismo e della cultura e 100 dagli stanziamenti per i centri di accoglienza dei migranti.

 

Rapporto Symbola: nel Lazio 40.410 imprese green, terzo poso in Italia. [Vai alla notizia]

Con 40.410 imprese green, il Lazio è al terzo posto in Italia nella graduatoria regionale per numero di imprese che hanno investito o investiranno quest’anno in prodotti e tecnologie verdi.

Passando dal livello regionale a quello provinciale, è Roma, con le sue 30.406 imprese green la provincia più virtuosa del Lazio e la prima in Italia nella graduatoria provinciale per numero di imprese che hanno effettuato o effettueranno eco-investimenti entro l’anno.

Ma i primati della regione non si fermano qui: con 51.261 contratti stipulati a green jobs dalle imprese per il 2019, il 9,8% del totale nazionale, il Lazio è al terzo posto della graduatoria regionale per numero di contratti programmati entro l’anno. Si colloca invece al secondo posto a livello nazionale Roma, per le attivazioni di contratti programmate in provincia, a quota 52.930.

 

Nuovi percorsi formativi: Accademia Nazionale dei Sartori, fondata nel 1575, stipula protocollo con Confartigianato Roma.[Vai alla notizia]

Partendo dalla nostra Capitale, per rispondere concretamente alla necessità di ricomposizione e rilancio del settore, utilizzando tutti gli strumenti di contrasto all’attuale crisi economica, Confartigianato Roma e l’Accademia Nazionale dei Sartori (fondata da Papa Gregorio XIII, nel 1575 e promotrice del “World Congress of Master Tailors”) iniziano da questo anno accademico una stretta collaborazione volta ad offrire: percorsi formativi ad alto valore aggiunto, legati ai fabbisogni del sistema imprenditoriale, quindi con garanzia di placement finale e strumenti di accompagnamento all’autoimprenditorialità con percorsi di accesso al credito e di gestione d’azienda dedicati.

 

La richiesta di Confartigianato: pasticcerie e gelaterie (ATECO 56.10.30) siano incluse tra le manufatturiere per garantire operatività in caso lockdown.[Vai alla notizia]

Nei vari provvedimenti normativi per combattere la pandemia è stato utilizzato il sistema dei codici ATECO per stabilire le imprese che avrebbero potuto continuare ad esercitare la propria attività (nel rispetto delle normative vigenti in materia di salute) e quelle che avrebbero dovuto sospenderla. Le attività di pasticcerie e le gelaterie (ATECO 56.10.30), nonostante siano artigiane come le panetterie (ATECO 10.71.10), producendo e vendendo dolci di ogni tipo, non sono comunque state ricomprese tra quelle aventi la possibilità di continuare ad operare anche in regime di lockdown.