STUDI – Nel 2020 cresce la qualità del made in Italy. La vocazione manifatturiera dei territori italiani

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FONTE: Confartigianato Imprese

L’esame dei dati pubblicati nei giorni scorsi sul commercio estero extra Ue evidenzia a giugno 2020 il proseguimento del recupero, con l’export verso i mercati al di fuori dell’Unione europea che, pur segnando ancora una flessione marcata su base annua (-15,6%), evidenzia una decisa e progressiva attenuazione rispetto al -31,5% di maggio e al -44,0% di aprile. Nonostante il recupero, nel quadrimestre marzo-giugno caratterizzato dalla crisi Covid-19, le vendite del made in Italy al di fuori dell’Ue sono scese di 20,9 miliardi di euro, 171 milioni di euro in meno al giorno. La crisi della domanda estera avrà ricadute pesanti sull’economia italiana: come evidenziato nell’ultimo Bollettino economico della Banca d’Italia, il canale estero determinerà una perdita di 2,3 punti di PIL nel 2020 e gli effetti dei minori scambi internazionali continuerebbero a pesare sulla crescita per 0,6 punti anche nel prossimo anno.

Nonostante le attuali difficoltà, il quadro competitivo sui mercati internazionali rimane caratterizzato dalla crescente qualità dell’offerta del made in Italy. Ad aprile 2020, il valore medio unitario dell’export manifatturiero, al netto dell’energia, cumulato negli ultimi dodici mesi è salito del 3,0% a fronte di un aumento del 0,5% dei prezzi alla produzione sui mercati esteri, confermando la crescita della qualità intrinseca dei prodotti del made in Italy, fenomeno caratterizzato da un migliore design, una più alta qualità delle materie prime, l’introduzione di nuove funzionalità, risultati dei processi di innovazione delle imprese.

Il miglioramento del livello qualitativo dell’offerta è più marcato nei prodotti con il più elevato apporto delle micro e piccole imprese e in quelli con maggiore contenuto tecnologico. Nel dettaglio il valore medio unitario dei beni strumentali esportato sale del 4,2% a fronte di un più limitata crescita (+1%) dei prezzi alla produzione sui mercati esteri. Per i beni di consumo – in cui è più elevata la quota di occupazione nelle piccole imprese – si osserva un marcato dinamismo della qualità intrinseca del made in Italy, con un aumento del 4,0% del valore dei beni esportati a fronte di un aumento dello 0,9% dei prezzi sui mercati esteri. In particolare il divario è più ampio per i beni di consumo non durevoli – tra cui alimentari, bevande, abbigliamento, articoli in pelle, prodotti cosmetici e farmaci – dove il valore sale del 4,3% a fronte di un aumento dello 0,9% dei prezzi praticati sui mercati esteri per questa tipologia di prodotto, mentre per i beni di consumo durevoli – tra cui mobili, mezzi di trasporto, apparecchiature elettroniche e gioielleria – il valore medio sale del 2,9% mentre i relativi prezzi sui mercati esteri salgono dell’1,0%. Nel dettaglio settoriale il valore medio unitario è salito in importanti settori del made in Italy come evidenziato in nostre precedenti analisi su macchinari e moda. Il dettaglio settoriale della crescita qualitativa delle esportazioni nel 7° report Covid-19 ‘I settori economici e le MPI, tra crisi Covid-19 e lenta ripresa’ presentato lo scorso 20 luglio nel corso di un webinar della Scuola di sistema. Clicca qui per scaricarlo.

Piccola impresa e vocazione artigiana del made in Italy – L’elevata qualità dell’offerta manifatturiera poggia sull’apporto delle micro e piccole imprese e l’ elevata vocazione artigiana: nelle MPI lavora la maggioranza (54,0%) degli occupati del settore, un quarto (25,5%) del totale si concentra nelle imprese artigiane della manifattura.

L’occupazione nella manifattura: un confronto tra regioni UE – Una produzione di alta qualità beneficia della ricchezza del know-how manifatturiero dei territori italiani. Nel confronto internazionale, tra le prime dieci regioni manifatturiere dell’Unione europea quattro sono italiane: Veneto, Emilia-Romagna Lombardia e Piemonte. A seguito dell’aggregazione regionale eseguita in Francia, la Lombardia è la seconda regione dell’Ue per numero di occupati delle imprese manifatturiere, dietro alla regione francese di Parigi, Île de France.

Tra le prime dieci regioni manifatturiere europee,  il Veneto è al secondo posto per rapporto tra occupati manifatturieri e popolazione, registrando 10,6 addetti delle imprese della manifattura ogni 100 abitanti, dietro a Stoccarda (14,4 addetti imprese manifattura per 100 abitanti). L’Emilia-Romagna si colloca al 4° posto (9,9 addetti per 100 abitanti), la Lombardia al 6° posto (8,9 addetti per 100 abitanti) e il Piemonte all’8° posto (8,1 addetti per 100 abitanti).

Il valore aggiunto manifatturiero pro capite dei territori – Secondo l’ultima rilevazione disponibile in Italia il valore aggiunto manifatturiero è di 4.278 euro per abitante, con valori più elevati in Emilia-Romagna con 7.899 euro per abitante, seguita da Veneto con 7.335 euro per abitante e Lombardia con 7.030 euro per abitante.

In chiave provinciale il maggiore contributo alla crescita della manifattura si riscontra a Modena con 12.312 euro di valore aggiunto manifatturiero per abitante; seguono Vicenza con 11.424 euro/abitante, Reggio Emilia con 10.684 euro/abitante, Parma con 9.661 euro/abitante, Lecco con 9.524 euro/abitante, Bergamo  con 8.955 euro/abitante, Treviso con  8.637 euro/abitante, Brescia con 8.622 euro/abitante, Mantova con 8.137 euro/abitante, Mantova con 8.137 euro/abitante, e Cremona con 7.984 euro/abitante.

DINAMICA EXPORT EXTRA UE

Giugno 2018-giugno 2020 – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

DINAMICA VALORI MEDI UNITARI ESPORTAZIONI E PREZZI ALL’EXPORT PER RAGGRUPPAMENTO

Aprile 2020, ultimi dodici mesi cumulati, var. % tendenziale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

VALORE AGGIUNTO MANIFATTURIERO PER ABITANTE PER REGIONE

Anno 2017, euro per abitante – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat

 

 

PRIME TRENTA PROVINCE PER VALORE AGGIUNTO MANIFATTURIERO PER ABITANTE

Anno 2017, euro per abitante – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat