Confartigianato Roma su la Repubblica: Centomila aziende messe in ginocchio dalla bolletta del gas.

É sempre più forte il grido d’allarme di imprenditori e artigiani di Roma e del Lazio, colpiti dagli aumenti di bollette di energia elettrica e gas proveniente dalla Russia e dalle difficoltà di approvvigionamento di materie prime. 

Secondo l’analisi di Confartigianato Roma: “Le attività più esposte alla minaccia del lockdown energetico sono quelle energy intensive: ceramica, vetro, cemento, carta, metallurgia, chimica, raffinazione del petrolio, alimentare, bevande, farmaceutica, gomma e materie plastiche e prodotti in metallo”. 

“Le piccole aziende artigiane sul territorio romano
sono almeno 66.300
di cui il 33% specializzate nell’edilizia, il 15% nella manifattura,
il 16% nei servizi alla persona, infine autoriparazione e alimentare”  

Anche le piccole aziende artigiane romane si trovano ad affrontare questa grave situazione di crisi che, secondo le previsioni di Confartigianato Roma:” Porterà al fallimento già da settembre ottobre almeno mille artigiani impegnati nei settori manifatturiero e della ristorazione, i più esposti al consumo di gas”.

Come si evince dallo studio di Confartigianato Roma: ” A dare il colpo di grazia è la difficoltà di reperimento e quindi l’aumento dei costi delle materie prime provenienti da Ucraina e Russia come ferro, ghisa, acciaio, sabbia, argilla, cereali e fertilizzanti: sono quasi 34mila le aziende coinvolte e più di 87mila i dipendenti coinvolti” 

Secondo il Presidente Andrea Rotondo tra gli interventi da tenere in considerazione, come già detto nelle precedenti interviste , a livello locale: “Il Comune di Roma potrebbe: intervenire con un’azione di sistema sulla tassazione locale (Osp e Tari), rivedere i prezzi dei biglietti con Atac e lavorare insieme alla Camera di commercio e la Regione Lazio per elaborare strumenti di sostegno alla liquidità”.

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